I requisiti formali degli elaborati costituenti un progetto conforme alle norme come e quanto influiscono sulla validazione da parte di un Ente terzo?

Non è sicuramente facile rispondere a questa domanda. Per la mia esperienza oramai quasi ventennale nel campo della progettazione negli appalti pubblici posso sicuramente affermare che la proporzione è 80% contenuto e 20% legato agli aspetti formali. Come diceva un mio vecchio professore dell’università – anche l’occhio vuole la sua parte. Infatti, analizzando due progetti con lo stesso contenuto, ma presentati in modo diverso, cioè uno che non rispetti le norme UNI e nel caso particolare degli impianti elettrici le norme CEI e l’altro invece rispetta tutte le regole legate agli aspetti formali che devono essere applicati per avere un progetto di qualità, come saranno valutati nella fase di validazione. Sicuramente il gruppo di validazione si approccerà in modo propositivo al progetto che formalmente rispetti tutte le regole.

Nella mia carriera di progettista mi è capitato, non poche volte, di imbattermi in un progetto carente e non conforme alle norme UNI e CEI relative ai requisiti formali che la documentazione di progetto deve avere. Per questo motivo ho deciso di scrivere il seguente articolo il quale descriverà inizialmente le norme UNI che devono essere applicate agli elaborati grafici di progetto come ad esempio i formati dei fogli unificati o il posizionamento corretto del cartiglio. A seguire saranno illustrate le norme CEI da applicare per una corretta rappresentazione grafica e descrittiva di un progetto degli impianti elettrici. Molte volte mi è capitato di trovare, ad esempio, scritto Kw; un errore gravissimo in quanto non rispetta assolutamente il DPR del 12 agosto 1982 n. 802 “Attuazione della direttiva CEE 80/181 relativa alle unità di misura” che obbliga l’utilizzo del sistema internazionale di grandezze e unità di misura.

DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO

Per progetto si intende un insieme coordinate di attività atte a raggiungere un determinato obiettivo (il progetto) che risponda a determinate specifiche e norme di settore in tempi definiti e con costi limitati o da limitare entro un determinato budget.

Le principali caratteristiche di un progetto sono:

Obiettivi definiti

Ogni attività ha una finalizzazione specifica il cui risultato è essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo.

Unicità

Ogni progetto, anche se simile ad altri precedentemente sviluppati, è unico.

Temporaneità

Ogni progetto ha una data di inizio e una di fine prestabilite nell’organizzazione del progetto.

Multidisciplinarità

Normalmente un progetto richiede competenze diverse che convergono tutti verso lo stesso obiettivo.

Risorse limitate

Un progetto richiede una certa disponibilità delle risorse per ciascuna attività.

Il project management, d’altro canto, coinvolge la pianificazione e il monitoraggio del progetto e comprende i seguenti elementi:

  • definizione dei requisiti del lavoro;
  • pianificazione del progetto
  • definizione della quantità e qualità del lavoro;
  • definizione delle risorse necessarie.
  • monitoraggio del progetto
  • rilevamento dello sviluppo;
  • confronto dei risultati ottenuti con quelli previsti;
  • adattamenti da effettuare.

Il project manager (PM) rappresenta la figura di riferimento per il project management in quanto ha il compito di gestire l’intero ciclo di vita del progetto. Durante tutte le fasi della progettazione il PM riveste una duplice funzione quello come responsabile del conseguimento degli obiettivi entro i tempi e i costi prestabiliti e di interfaccia tra il committente e il team di progettazione. Il progetto e pertanto la documentazione di progetto, ossia l’insieme dei documenti tecnici e grafici che costituiscono il progetto stesso, deve essere obbligatoriamente conforme alle norme UNI e CEI. Infatti, il comma 3 dall’art. 5 del DM 37/08, indirettamente, si riferisce alla sola guida CEI 0-2 sulla redazione del progetto; per questo motivo la guida CEI 0-2 assume una valenza giuridica.

Il progetto e pertanto la documentazione di progetto, ossia l’insieme dei documenti tecnici e grafici che costituiscono il progetto stesso, deve essere obbligatoriamente conforme alle norme UNI e CEI. Infatti, il comma 3 dall’art. 5 del DM 37/08, indirettamente, si riferisce alla sola guida CEI 0-2 sulla redazione del progetto; per questo motivo la guida CEI 0-2 assume una valenza giuridica.

REQUISITI FORMALI NORME UNI

Si riporta di seguito le norme UNI relative all’impostazione delle tavole grafiche:

  • UNI EN ISO 5457: formati e disposizione degli elementi grafici della tavola grafica;
  • UNI 938: piegatura dei fogli;
  • UNI EN ISO 128-20: tipi, grossezza ed applicazione delle linee;
  • UNI EN ISO 3093-1: scrittura sui disegni (altezza minima caratteri);
  • UNI EN ISO 5455: scale unificate;
  • UNI EN ISO 129: quotature;
  • UNI 3975: quote altimetriche
  • UNI EN ISO 7200: riquadro delle iscrizioni (cartiglio).

Nella tabella seguente si riportano i formati comuni secondo la norma UNI EN ISO 5457.

FIG1
I formati comuni secondo la norma UNI EN ISO 5457

Generalmente l’uso dei formati è il seguente:

  • A4 elaborati tecnici (relazioni, specifiche tecniche, computi);
  • da A0 a A3 elaborati grafici (planimetrie, schemi unifilari).

La norma UNI EN ISO 5457 consente anche l’utilizzo di formati speciali allungati ottenuti dai formati base, elencati nella tabella precedente, estendendo n volte il suo valore.

La norma UNI 938 definisce la piegatura di una tavola grafica che può essere eseguita in 2 modi differenti:

  • senza lembo di attacco;
  • con lembo di attacco sul lato sinistro per la rilegatura in fascicoli.
FIG2
La piegatura di una tavola grafica

Si riporta di seguito la descrizione del primo metodo di piegatura:

“cominciando da destra si eseguono piegature successive verticali parallele tutte distanti tra loro di 210 mm, la prima indietro e la successiva avanti e cosi alternativamente avanti e indietro lasciando per ultima l’eventuale rimanenza di larghezza minore. Partendo dal lato inferiore del foglio così ottenuto, si eseguono le piegature orizzontali alternativamente avanti e indietro”.

Nella figura seguente vengono riportate i tipi, la grossezza e l’applicazione delle linee secondo quanto definito dalla norma UNI EN ISO 128-20:

FIG3
I tipi, la grossezza e l’applicazione delle linee secondo quanto definito dalla norma UNI EN ISO 128-20

La norma UNI EN ISO 3093-1 definisce l’altezza minima dei caratteri in funzione del formato del foglio:

FIG4

La norma UNI EN ISO 5455 definisce scale unificate. La figura seguente riporta le scale unificate e il loro utilizzo:

FIG5

La norma UNI EN ISO 7200 indica le informazioni minime da riportare e la posizione, che deve essere in basso a destra, del riquadro delle iscrizioni (cartiglio):

  • studio professionale;
  • committente;
  • titolo del progetto;
  • argomento del disegno;
  • scala di rappresentazione;
  • numero della tavola.

IMPIANTI ELETTRICI

NORME CEI

I segni grafici da utilizzare nel campo degli impianti elettrici sono codificati dal comitato tecnico 3 dell’IEC ed adottati dal CENELEC e dal CEI quali ad esempio:

  • CEI EN 60617-3 conduttori e dispositivi di connessione;
  • CEI EN 60617-7 apparecchiature e dispositivi di comando e protezione;
  • CEI EN 60617-8 strumenti di misura, lampade e dispositivi di segnalazione;
  • CEI EN 60617-11 schemi e piani di installazione architettonici e topografici.

Come strumento da utilizzare per la rappresentazione dei diversi collegamenti che consentono ai componenti elettrici di operare si utilizza lo schema elettrico. La rappresentazione di un circuito può avvenire attraverso i seguenti schemi elettrici:

  • schema unifilare: due o più conduttori vengono rappresentati da una sola linea e i segni grafici forniscono l’indicazione del numero di conduttori presenti in ogni linea;
  • schema multifilare: rappresentazione completa di un circuito elettrico.

Nell’ambito dei circuiti e quindi degli schemi (unifilari e multifilari) si possono distinguere:

  • circuiti di potenza: circuiti il cui compito è alimentare gli organi di potenza;
  • circuiti ausiliari: circuiti che alimentano bobine di comando (contattori, relè) che servono alla manovra e/o alla segnalazione.

Negli schemi è sempre opportuno identificare i componenti elettrici in modo che siano univocamente individuati. La norma CEI 3-62 stabilisce un codice di identificazione composto da quattro parti:

  • parte 1 codice di funzione (prefisso “ = ”) individua l’aspetto funzionale dell’elemento dell’impianto elettrico;
  • parte 2 codice di ubicazione (prefisso “ + ”) precisa la posizione fisica del componente;
  • parte 3 codice di prodotto del componente (prefisso “ – ”) indica il tipo di componente;
  • parte 4 codice morsetti (prefisso “ : ”) identifica i morsetti del componente (opzionale).

Ad esempio, il codice di identificazione =QMT1+CB2-Q6:12 indica il morsetto 12 dell’interruttore –Q6 appartenente al quadro di media tensione QMT1 ubicato nella cabina elettrica CB2.

UNITÀ DI MISURA

L’attività di misura è un’operazione che si esegue quotidianamente e spesso anche in modo istintivo: si misura il peso delle merci che si acquistano, la velocità con cui si viaggia, si osserva l’orologio per conoscere l’ora.

Si definisce, pertanto, misura il procedimento mediante il quale si fa corrispondere un numero ad una grandezza fisica. Effettuare una misura significa assegnare ad una grandezza fisica (es. massa, tempo, lunghezza etc.) un valore numerico che indica quante volte l’unità di misura prescelta, a cui si assegna il valore uno, è contenuta nella grandezza fisica da misurare. Ogni grandezza fisica sarà caratterizzata da un numero (la misura) seguita da un simbolo che ricorda l’unità di misura utilizzata per la misurazione.

Al fine di limitare l’uso dei campioni di riferimento per le unità di misura queste sono suddivise in:

  • unità di misura delle grandezze fondamentali;
  • unità di misura delle grandezze derivate.

Per le unità di misura derivate da quelle fondamentali si introduce il concetto di dimensione, ovvero la potenza con cui l’unità di misura fondamentale compare nella unità di misura derivata, cioè, in fisica la parola dimensione denota la natura di una grandezza. I simboli che vengono utilizzati per indicare la dimensione di una grandezza vengono racchiusi da parentesi quadre. L’analisi dimensionale utilizza il fatto che le dimensioni possono essere trattate come quantità algebriche, e quindi le grandezze possono essere sommate o sottratte fra loro solo se hanno le stesse dimensioni.

Il concetto base della fisica è che tutte le equazioni che descrivono un fenomeno devono essere indipendenti dalle unità di misura, cioè le equazioni devono essere dimensionalmente omogenee.

L’insieme delle unità fondamentali e delle leggi fisiche e definizioni da applicare per ottenere le unità di misura derivate costituisce un sistema di unità di misura.

Con il DPR 12/08/1982 n° 802 (G.U. n° 302 del 03/11/1982) è stato per legge adottato anche in Italia il SISTEMA INTERNAZIONALE (S.I.), le cui grandezze fisiche fondamentali sono sette:

FIG6

Quando l’unità S.I. è troppo grande o troppo piccola per certe misurazioni, si possono usare i multipli o sottomultipli decimali. Per soddisfare le esigenze di tutti gli utilizzatori del sistema S.I. la Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (CGPM) ha stabilito un certo numero di prefissi con nomi speciali. Il prefisso precede l’unità di misura con la quale forma il multiplo e sottomultiplo; non può essere usato da solo, né si possono usare due prefissi consecutivi.

REGOLE DI SCRITTURA

Nell’elaborazione dei documenti tecnici e grafici che accompagnano un progetto rispettare le regole di scrittura è un obbligo non solo per le prescrizioni contenute nelle norme internazionali ma anche per un chiaro indice di professionalità.

Si riporta di seguito alcune norme internazionali che dettano le regole per la scrittura:

  • ISO/IEC 17000 conformity assessment – vocabulary and general principles;
  • ISO 31 quantities and units;
  • VIM international vocabulary of metrology.

Di seguito vengono riportate alcune regole prescritte dalle precedenti norme:

  • il simbolo dell’unità di misura segue, e non precede, il numero lasciando uno spazio tra il numero e il simbolo ed è scritto con lo stesso carattere. Si scrive 5 m2 e non m25;
  • il prefisso k (chilo) deve essere minuscolo e non maiuscolo. Si scrive 3 kW e non 3 KW oppure 3 Kw;
  • la separazione tra la parte decimale di un numero e quella intera deve essere fatta con la virgola e non con il punto. Si scrive 45,5 kA e non 45.5 kA; le cifre indicative di un valore numerico possono essere separate a gruppi di tre da uno spazio non dal punto. Si scrive 1500000 oppure 1 500 000 e non 1.500.000.
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